lunedì 2 giugno 2008

IL VANGELO DI MARCO

Il Vangelo di Marco salta tutti i preliminari e incomincia subito con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto. “Predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”. Giovanni Battista è il precursore di Cristo: “Dopo di me”- dice - “viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”. Gesù venne da Giovanni Battista per farsi battezzare anche Lui, anche se non ne avrebbe avuto bisogno, e mentre Gesù usciva dalle acque del fiume Giordano, il Battista vide aprirsi i cieli e lo Spirito Santo scendere su Gesù come una colomba. E si sentì una voce dal cielo che diceva: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. Poi in due versetti Marco racconta delle tentazioni di Gesù nel deserto. Poi racconta della chiamata dei primi discepoli. Poi ci racconta di Gesù Cristo cacciatore di demoni oltre che guaritore e maestro. “Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: -Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio-. E Gesù lo sgridò: -Taci! Esci da quell'uomo-. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: -Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!-”. Nel Vangelo di Maria Valtorta il Cristo spiega che quando un uomo apre la porta a tutti e sette i peccati capitali, può entrare dentro di lui uno spirito immondo! Poi dice anche che Egli può cacciare lo spirito immondo, ma c'è una possessione diabolica contro la quale Egli non può fare nulla ed è quando uno spirito sceglie volontariamente di darsi a Satana!
Nel terzo capitolo ci sono due versetti (20-21) in cui si dice che i parenti di Gesù dicevano che Egli era fuori di sé! Al capitolo quarto: “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura”.
Al capitolo cinque viene raccontato, con più particolari che in Matteo, l'episodio dell'uomo posseduto da una legione di spiriti immondi! “Gli spiriti lo scongiurarono: -mandaci da quei porci, perché entriamo in essi-. Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare”! E l'episodio, arricchito di particolari, della donna che da dodici anni era affetta da una emorragia e che toccò il mantello di Cristo. Diceva infatti questa donna: -Se riuscirò anche solo a toccare il Suo mantello, sarò guarita-. E subito sentì nel suo corpo che era stata guarita. E Gesù, avvertita la potenza che era uscita da Lui, si volta dicendo: -Chi mi ha toccato il mantello?-. I discepoli gli dissero: -Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?-. E la donna impaurita e tremante, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. E Gesù Cristo: -Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male-. Il capitolo sesto incomincia con la visita di Gesù Cristo nella Sua città di Nazareth. -Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle Sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello (cugino) di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle (zie o cugine) non stanno qui da noi?- dicevano in molti. E si scandalizzavano di Lui. Ma Gesù disse loro: -Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua-. E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Nel capitolo settimo guarisce un sordomuto: gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: -Apriti!-. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più Egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: -Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!-. Nell'ottavo capitolo “Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: -Vedi qualcosa?-. Quegli, alzando gli occhi, disse: -Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano-. Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. E lo rimandò a casa dicendo: -Non entrare nemmeno nel villaggio-”. Nel nono capitolo “Giovanni gli disse: -Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri-. Ma Gesù disse: -Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di Me. Chi non è contro di noi è per noi”. Nel decimo capitolo: “Lasciate che i bambini vengano a Me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. Nel capitolo undicesimo: “Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Levati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati”. Nel capitolo dodicesimo applica a Sé questo passo della Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”. Nel tredicesimo capitolo c'è il discorso escatologico, cioè quello che dovrà accadere alla fine. Mentre usciva dal tempio un discepolo gli disse: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”. Gesù gli rispose: “Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta”. Allora lo interrogarono in disparte. Nel quattordicesimo capitolo è raccontata l'ultima cena, la cattura di Gesù nel Getsemani e la Sua condanna da parte del sinedrio. “Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”. Nel quindicesimo capitolo Gesù è portato davanti a Pilato, che lo manda a crocifiggere. “Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo”. Così lo insultavano.
Poi viene, da Giuseppe d'Arimatea, che era un membro autorevole del sinedrio, deposto nel sepolcro scavato nella roccia. Così lo racconta Marco: “Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù”. Giuseppe d'Arimatea era uno dei dottori del tempio che ha avuto pietà delle spoglie umane del Cristo. E secondo quanto racconta Maria Valtorta era uno che coraggiosamente prendeva anche le difese di Gesù davanti agli altri farisei! Nel sedicesimo e ultimo capitolo si racconta la gloriosa Resurrezione di Cristo! “Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: -Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?-. Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: -Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai Suoi discepoli e a Pietro che Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto-.[........] Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: -Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno-. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano”.

lunedì 26 maggio 2008

IL VANGELO DI MATTEO

Diamo una scorsa ai quattro Vangeli, incominciando da quello di Matteo. Il Vangelo inizia dai preliminari. Si racconta la nascita di Gesù da una donna santa, addirittura vergine! Affinché la buona novella sia credibile dagli uomini è necessario che sia avvolta da un alone di santità. La nascita verginale di Gesù testimonia della Sua origine! Un'origine non umana, perché non ha avuto bisogno dell'intervento dell'uomo, ma “si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”, quindi un'origine assolutamente divina! Gesù ha preso la natura umana dalla Sua Madre Santa e la natura divina dal Suo Padre Celeste! Viene riportata nel primo capitolo del Vangelo di Matteo anche la profezia del profeta Isaia, in soccorso di chi vuole credere: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele (Dio con noi)”. Sette secoli prima dell'avvento di Cristo già il profeta Isaia aveva scritto di una Vergine che darà alla luce un Figlio! E poi, dal secondo capitolo sono raccontati gli altri segni! Un Re che si rispetti ha bisogno di una corte regale ad attendere al suo arrivo! Ecco allora che viene raccontata la visita dei re Magi dall'oriente, guidati da una stella! Ci sono anche coloro che non gradiscono la visita di questo Re dal Cielo e allora vengono uccisi degli innocenti nell'intento di uccidere l'Innocente! E' il re Erode che ordina di uccidere tutti i bambini nei dintorni di Betlemme dai due anni in giù! Infine troviamo il precursore di Cristo, Giovanni Battista, a preparargli la strada!
Questi sono tutti segni messi da Dio affinché gli uomini possano riconoscere la portata dell'evento della venuta di Cristo! Il tutto accompagnato da riferimenti alla Scrittura che annunciavano il compiersi di queste cose! Subito dopo c'è il quarto capitolo che racconta delle tentazioni di Gesù nel deserto! Matteo racconta così l'inizio della attività di questo Re dei re atteso dai secoli: si lascia condurre nel deserto per essere tentato dal diavolo! Povero, solo, senza acqua e senza cibo! (Maria Valtorta racconta che per dissetarsi Gesù beveva la rugiada che si posava sulle piante nella notte!). Gesù si lascia tentare nel deserto! Ecco il segreto della vittoria per noi che vogliamo condividere con Cristo la gloria della nostra buona riuscita umana! Sapere dire di no alle tentazioni del diavolo! Ecco la vera gloria umana di questo Re dei re! Gesù incomincia a insegnare, a guarire e a chiamare i primi discepoli. Nel quinto capitolo vengono riportate le “beatitudini” proclamate da Gesù sulla montagna: “Beati i poveri in spirito........”. Le beatitudini sono una sorta di decalogo di Mosè (i dieci comandamenti) però al positivo: invece di dire “Non fare questo........”, “Non fare quest'altro........” viene detto: “Beato te se farai questo........”, “Beato te se farai quest'altro........”! La preghiera del Padre Nostro viene insegnata nel sesto capitolo. Nel settimo capitolo Gesù insegna la regola d'oro, anche qui al positivo: invece di “non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi” dice “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti”! Nell'ottavo capitolo calma una tempesta nel lago sgridando i venti e il mare! Nel nono capitolo attesta che Egli può rimettere i peccati! Per fare ciò dopo aver rimesso i peccati a un paralitico gli rende la guarigione! Nel decimo capitolo manda i suoi discepoli a predicare e a guarire: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni”. Nell'undicesimo capitolo afferma la Sua origine divina: “Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”! Nel dodicesimo capitolo insegna qual è il peccato che non sarà perdonato, né in questo mondo, né nell'altro mondo: la bestemmia contro lo Spirito Santo! Nel tredicesimo capitolo tra le altre parabole spicca la parabola del seminatore! Nel quattordicesimo capitolo sfama una folla di cinquemila uomini con cinque pani e due pesci! Poi salva di nuovo i suoi discepoli dalla violenza delle acque: viene incontro a loro camminando sulle acque. Nel quindicesimo capitolo corregge la tradizione degli antichi. Ai farisei e scribi che rimproverano ai discepoli di Gesù di non essersi lavati le mani prima di prendere il cibo, Gesù dice: “Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!”. “Ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie”. Nel sedicesimo capitolo troviamo la professione di fede di Simon Pietro! “La gente chi dice che Io sia?” chiede Gesù. I discepoli rispondono: “Alcuni Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. “E voi chi dite che Io sia?” continua Gesù. E Simon Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”! Nel diciassettesimo capitolo Gesù prende con Sé Pietro, Giacomo, e Giovanni e li porta su un alto monte e si trasfigura davanti a loro: “il Suo volto brillò come il sole e le Sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. [........] una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: -Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo-. All'udire ciò i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. [........] E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: -Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti-.
Nel diciottesimo capitolo: “In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”! Nel diciannovesimo capitolo Gesù ribadisce che il matrimonio è indissolubile!
E aggiunge: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così”! Subito dopo parla della continenza volontaria per il regno dei cieli: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della loro madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”! Così nello spazio di dieci versetti ci sono scritte le basi per il Sacramento del Matrimonio e per il Sacramento dell'Ordinazione Sacerdotale!
“....colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo....” è l'insegnamento del ventesimo capitolo! Nel ventunesimo capitolo Gesù fa il suo ingresso trionfale in Gerusalemme seduto sopra un'asina. La folla gridava: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!”. Nel ventiduesimo capitolo, interrogato dai farisei se fosse lecito o no pagare il tributo a Cesare, Gesù disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”! Nel ventitreesimo capitolo ci sono le maledizioni di Gesù agli scribi e ai farisei: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. [........] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. [........] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.[........] Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?........”. Nel ventiquattresimo capitolo Gesù parla delle cose che dovranno accadere alla fine. “....Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli....”. Nel venticinquesimo capitolo Gesù racconta due parabole del giudizio di Dio e poi racconta il giudizio finale vero e proprio: “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a Lui tutte le genti, ed Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il Re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il Re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a Me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da Me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma Egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a Me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”. Nel ventiseiesimo capitolo Maria, la sorella di Lazzaro (come è specificato meglio nel Vangelo di Giovanni) rompe un vaso di alabastro di olio profumato e lo versa sul capo di Gesù. Allora Giuda Iscariota (sempre come è specificato nel Vangelo di Giovanni) disse: “Perché questo spreco? Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!”. Ma Gesù disse: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di Me. I poveri infatti li avrete sempre con voi, Me, invece, non sempre mi avete. Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà anche detto ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei”. Come è detto in Maria Valtorta, in questa unzione di Gesù con l'olio, prima della Sua morte, è rappresentato il Sacramento della Estrema Unzione o anche detto della Unzione degli Infermi. Sempre in questo capitolo Gesù consuma l'ultima cena con gli Apostoli e poi viene arrestato dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo e viene da loro condannato a morte. La condanna a morte di Gesù è raccontata così: “....il sommo sacerdote gli disse: - Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio - . - Tu l'hai detto - gli rispose Gesù – anzi Io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio e venire sulle nubi del cielo - . Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: - Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare? - E quelli risposero: - E' reo di morte -....”. Nel ventisettesimo capitolo i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo conducono Gesù dal governatore Pilato. Infatti la Giudea era una provincia di Roma e solo il governatore romano poteva fare eseguire una sentenza di morte. Gesù, accusato davanti a Pilato fece grande silenzio tanto che il governatore se ne meravigliò grandemente! Era usanza, per ogni festa di Pasqua, che il governatore rilasciasse al popolo un prigioniero. Pilato chiese alla folla se volesse che fosse rilasciato il prigioniero Barabba o il prigioniero Gesù, chiamato il Cristo. La folla, istigata dai sommi sacerdoti e dagli anziani, rispose: “Barabba!”. Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. Pilato si lavò le mani davanti alla folla dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue!”. E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. Pilato rilasciò Barabba e dopo aver fatto flagellare Gesù lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. I soldati lo spogliarono, gli misero addosso un manto scarlatto, sul capo una corona di spine e una canna nella mano destra e lo schernivano, lo percuotevano sul capo con la canna e gli sputavano addosso. Poi gli tolsero il mantello, gli fecero indossare i Suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Incontrarono un uomo, Simone di Cirene e fecero portare a lui la croce che avrebbe dovuto portare Gesù. Lo condussero sul Gòlgota che significa: “luogo del cranio”. Gli diedero da bere vino mescolato con fiele ma Egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Fu crocifisso e si spartirono le Sue vesti tirandole a sorte. Sul Suo capo pendeva la scritta della motivazione della sua condanna: “Questi è Gesù il re dei Giudei”. Con Lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Fu oltraggiato dai passanti, dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani e dai ladroni. “Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: - Elì, Elì, lemà sabactàni? - , che significa: - Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? - . Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: - Costui chiama Elia - . E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: - Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo! - . E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: - Davvero costui era Figlio di Dio! - . C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo”. Giuseppe di Arimatea chiese a Pilato il corpo di Gesù. Avvolto il corpo di Gesù in un candido lenzuolo, lo depose in una tomba nuova che si era fatta scavare nella roccia. Poi rotolò una grande pietra davanti alla tomba e se ne andò. Davanti al sepolcro stavano le pie donne che lo avevano seguito. Nel ventottesimo e ultimo capitolo viene raccontata la gloriosa Resurrezione di Cristo. Il terzo giorno dalla Sua morte vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore rotolò la pietra del sepolcro e si sedette su di essa. “Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve”. Per lo spavento le guardie erano tramortite. L'angelo disse alle donne: “Non è qui. E' risorto, come aveva detto [........] andate a dire ai suoi discepoli: e' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto”. Poi il Risorto si manifesta alle pie donne. Infine si manifesta ai discepoli dicendo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

venerdì 23 maggio 2008

QUESTA E' LA BUONA NOVELLA!

Il Signore è venuto! Ecco la buona novella! Colui che è stato promesso ai profeti fin dai tempi antichi è venuto! E la testimonianza di ciò è scritta nei quattro Vangeli! E' scritta negli Atti degli Apostoli ed è scritta in tutte le lettere del Nuovo Testamento e nel Libro dell'Apocalisse! Nei Vangeli è raccolta la testimonianza della vita del Signore Gesù, nato dal Padre prima di tutti secoli e incarnatosi nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo! Egli è stato potente in parole ed opere! Ha lasciato un insegnamento divino, ha ridato la vista ai ciechi, ha fatto udire i sordi, ha saziato gli affamati, ha guarito i lebbrosi e i malati di ogni malattia. Ha compiuto miracoli di ogni genere, compreso quello di risuscitare i morti. Ha camminato sulle onde del mare, ha dato potere ai Suoi Apostoli di fare gli stessi miracoli che faceva Lui! Ha suggellato il Suo divino insegnamento con la Sua vita! Ha consegnato Se stesso nelle mani di coloro che volevano sopprimere la Sua vita! “Come un agnello si è fatto tosare e non aprì la Sua bocca”! Egli, l'Agnello di Dio, il Figlio del Padre dai secoli eterni, ha preso su di Sé i peccati di tutta l'umanità, dal peccato di Adamo, il primo uomo, fino al peccato dell'ultimo uomo che vivrà sulla faccia della terra! Ha condiviso in tutto la condizione degli uomini, eccetto che nel peccato! E' risorto gloriosamente, come aveva predetto Lui stesso, il terzo giorno! Si è manifestato ai Suoi discepoli diletti per quaranta giorni dopodiché è asceso al Cielo! E ora siede alla destra del Padre. Ha inviato ai Suoi Apostoli il Suo Spirito Santo, come aveva promesso loro! E la Santa Chiesa, fondata dal Cristo stesso, è ancora viva e attiva sulla terra, nonostante tutti i suoi peccati e le sue debolezze, perché il Signore Gesù Cristo stesso la sostiene, il Suo Santo Spirito la sostiene e “le porte dell'inferno non potranno prevalere su di Essa” così come ha detto il Cristo stesso a San Pietro e agli Apostoli! Nei Vangeli si possono leggere i fondamenti dei Sacramenti che ha istituito il Cristo stesso: “Andate e rimettete i peccati! A chi li rimetterete saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”. “Andate e battezzate tutte le genti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. E infine il Sacramento più eccellente di tutti, quello che suscita invidia agli Angeli del Cielo: “Prendete e bevetene tutti. Questo è il calice del Mio Sangue, offerto per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di Me”! “Prendete e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo, offerto in sacrificio per voi e per tutti, in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di Me”! Ha lasciato come ultimo libro del Nuovo Testamento e della Bibbia il libro dell'Apocalisse, ha lasciato che lo scrivesse il discepolo prediletto, San Giovanni Apostolo! Nel libro dell'Apocalisse vengono descritte le ultime cose, il giudizio della gran meretrice che è la Terra! Vengono confermati i fedeli nella beatitudine del regno di Dio, dove “non ci sarà più lutto, né lacrime, né affanno, né arsura di sorta, perché le cose di prima sono passate”. Vengono confermati gli infedeli nel castigo eterno di Dio, a meno che essi non si pentano! Viene descritto il giudizio di Satana, scagliato nello stagno di fuoco! Questa è la seconda morte! L'empio continui a peccare e il santo si santifichi sempre di più! Queste parole sono vere! Sigilla queste parole! Chi vi aggiungerà o vi toglierà qualcosa subirà i castighi descritti in questo libro! Amen!

NON PENSIAMO ALLE DONNE!

Non pensiamo alle donne! Sono le donne che devono pensare a noi! Gesù il Signore poteva anche stare con Sua Madre, nella Sua casetta di Nazareth. Un lavoro da falegname ce l'aveva. Magari ogni tanto poteva andare al tempio e dissertare coi dottori del tempio e venire ammirato e lodato per la Sua dottrina. Invece ha lasciato Sua Madre, ha lasciato il lavoro di falegname e si è messo a predicare per Israele e ad istruire i Suoi discepoli. Povero e vagabondo. Ma la Sua Madre lo ha seguito! Facciamo anche noi così, pensiamo alla volontà di Dio prima di tutto e poi Dio ci darà ciò di cui abbiamo bisogno! Non bisogna per forza essere preti! Io non ho mai sentito la vocazione al celibato! Pensiamo prima di tutto alla volontà di Dio, non a farsi una famiglia, a farsi una posizione! Qualunque cosa significhi per noi fare la volontà di Dio! Se Dio lo giudicherà opportuno (e io penso di sì e io credo di sì: “Non è bene che l'uomo sia solo”, lo ha detto Lui!) ci darà qualche donna che ci possa aiutare. Qualche donna che ci sia sorella o che ci sia sposa, a seconda delle circostanze! A me ha dato una fidanzata, ma molto tempo fa e che poi è andata via e molte sorelle, che in diversi momenti della vita mi hanno alleggerito il cammino! Così sia!

giovedì 22 maggio 2008

SOMMA INFINITA DI TERMINI

Prendendo spunto dall'ultima parte del post precedente vediamo come una somma infinita di termini può dare un risultato razionale o irrazionale indifferentemente. Prendiamo la somma infinita 1 + ½ + ¼ + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64 + ........ dove ogni frazione è esattamente la metà della frazione precedente. Questa somma infinita è uguale a 2, infatti ci si può arbitrariamente avvicinare quanto si vuole a 2, senza raggiungerlo mai. E' lo stesso che scrivere 1.9999........ con 9 periodico. E' noto che 1.9........ con 9 periodico è uguale a 2. Se invece prendiamo la somma infinita (somma algebrica perché ci sono i numeri negativi): 4 – 4/3 + 4/5 – 4/7 + 4/9 – 4/11 + 4/13 – 4/15 + ........, abbiamo visto nel post precedente che questa somma è uguale a π, dunque è un numero irrazionale. Il fatto che ci siano infiniti termini non decide della razionalità o dell'irrazionalità del risultato.

PI GRECO

Come si calcola l'area di un cerchio? E' facile! Basta elevare al quadrato il raggio del cerchio e moltiplicarlo per π (pi greco). Pi greco è quel numero 3.14159265........ che ha infinite cifre dopo la virgola e non è periodico, il che equivale a dire che è irrazionale ossia non può mai essere espresso come divisione di due numeri interi. Pi greco è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. Come si può calcolare il valore di π? Si può arrotolare un pezzo di spago intorno a un cilindro di cui si conosce il diametro e così ottenere la misura della circonferenza del cilindro dal pezzo di spago arrotolato. Dividendo la circonferenza per il diametro abbiamo π. Però questo è un modo troppo rozzo, ci vuole qualcosa di rigorosamente matematico. Allora si può procedere nella maniera in cui procedette Archimede. Archimede prese in considerazione i poligoni regolari (che hanno tutti i lati uguali) inscritti nel cerchio e quelli circoscritti al cerchio. E' facile constatare che prendendo dei poligoni regolari inscritti nel cerchio con un sempre maggior numero di lati, i poligoni si avvicinano sempre di più alla circonferenza, fino quasi a somigliarle e a non riconoscere la differenza. Se voi disegnaste su un foglio un poligono regolare di 10.000 lati non riuscireste affatto a distinguerlo da una circonferenza. Ma può bastare questo? A occhio nudo non si riconoscono differenze, ma matematicamente le differenze ci sono, perché il perimetro di un poligono inscritto in una circonferenza, per quanti lati abbia, non raggiungerà mai il valore della circonferenza. Lo stesso dicasi per i poligoni regolari circoscritti alla circonferenza. Prendendo dei poligoni circoscritti con un sempre maggior numero di lati, si ottiene un valore del perimetro che si avvicina sempre di più a quello della circonferenza. In realtà è sufficiente che ci si possa avvicinare quanto si vuole al valore effettivo di π, per potere dire di conoscere il valore di π. E con questa procedura, prendendo cioè poligoni inscritti e circoscritti con un sempre maggior numero di lati, ci si può avvicinare con una precisione arbitraria al valore di π, anche se ci volessero, che so, 10 milioni di anni per conoscere le prime 100 cifre decimali. Esistono altri metodi matematici più efficaci per calcolare le cifre decimali di π. Un computer può calcolare miliardi di cifre in poche ore, ma la situazione non è sostanzialmente diversa anche se i tempi di calcolo sono molto più accelerati. Infatti noi diciamo di conoscere il valore di π solo perché, in linea di principio, possiamo arrivare a conoscere un numero illimitato di cifre dopo la virgola, tempo permettendo. Archimede con il suo metodo arrivò a stabilire solo due cifre dopo la virgola: π = 3.14........
Un modo per avvicinarsi quanto si vuole al valore di π è quello di eseguire questa somma algebrica infinita: 4 – 4/3 + 4/5 – 4/7 + 4/9 – 4/11 + 4/13 – 4/15 + ........ Come si vede, si sommano e si sottraggono alternatamente frazioni al cui numeratore c'è sempre il numero 4 e a denominatore ci sono via via crescendo tutti i numeri dispari. Non è un metodo veloce, ma è la forma più semplice ed elegante che io conosca per esprimere π con una somma algebrica infinita.
Infine, una considerazione importante: è sbagliato credere che il carattere di numero irrazionale di π (cioè con infinite cifre non periodiche) sia conseguenza del fatto che per calcolarlo bisogna avvicinarvisi con poligoni con un numero sempre maggiore di lati. Si potrebbero infatti calcolare le lunghezze di certe linee curve, approssimandole con segmenti di retta in numero sempre maggiore e avere come risultato non un numero irrazionale, ma razionale.

mercoledì 21 maggio 2008

NON CAPISCO........

Non capisco perché i bambini devono essere sempre redarguiti dai grandi. Posso capire che ogni tanto lo siano, ma non capisco perché lo debbano essere sempre. Io mi ricordo di quando ero bambino e mi pareva di fare delle richieste legittime eppure venivo rimproverato senza sapere il perché. Ora vedo i bambini degli altri che subiscono il trattamento che subivo io. Forse perché il bambino è solo e non si può difendere. Forse perché lui non è smaliziato e ha dei comportamenti spontanei che i grandi non comprendono. Certo, ammetto che i bambini possano essere anche capricciosi, ma non credo che sia un atteggiamento corretto quello di dargli sempre contro, quello di fargli sempre il predicozzo, quello di farlo sentire inadeguato, quello di dargli del “salame”! La prima volta che mi sono sentito chiamare “salame” è stato dalla mia maestra delle elementari. “Salame?” mi dicevo, “e che cosa significa? Non sono mica un salame?”. Ma i grandi vogliono farti sentire che sei come un salame, perché essi stessi sono come dei salami legati, incapaci di reagire positivamente, belli e pronti da essere mangiati! Io sono sinceramente preoccupato per la psiche dei nostri bambini! E purtroppo penso che diventa sempre più inevitabile che una volta cresciuti essi subiscano dei traumi, perché nella loro infanzia non sono stati compresi, non sono stati amati! Ogni volta che vedo un bambino rimproverato, trattato in modo sgarbato, senza delicatezza, senza gentilezza, ne soffro! Vorrei rispondere, dire qualcosa per difendere il bambino, per fargli sentire che io, almeno io, lo capisco, e ogni tanto lo faccio, ma non posso farlo ogni volta perché i suoi genitori mi risponderebbero: “Tu pensa a te, che al nostro bambino ci pensiamo noi, ne abbiamo o no il diritto?”. E poi i genitori si meravigliano che il bambino cresce irrispettoso, irrequieto, maleducato, violento! Per forza, perché se non si sente capito, il bambino non si cura più di farsi capire, perché sa già che nessuno lo potrà capire più! Il bambino si sente mancare di rispetto e a sua volta egli stesso manca di rispetto verso gli altri! Una volta si usavano le “maniere forti”, tipo le botte, le sculacciate e via dicendo........Io non ho avuto un'educazione di questo genere. Comunque non penso che il sottile e continuo malcontento dei genitori verso il proprio figlio possa fare meno male delle botte! Con ciò non sto assolutamente dicendo che bisogna dare le botte ai propri figli, sto dicendo solo che bisogna amarli! Amarli significa RISPETTARLI! Significa non redarguirli tutte le volte! Significa non fargli delle osservazioni pungenti tutte le volte! Penso anche che se uno crede di sapere educare bene il proprio figlio, allora non lo sa affatto educare bene! Perché si pone già nella condizione di non rispettare la propria creatura! Perché si pone nella condizione di essere colui che “sa”, colui che è “intelligente”, colui che “sa come è la vita”, colui che “ha vissuto e perciò sa come è la vita”! Salvo poi ritrovarsi in futuro un figlio che avrà grossi problemi a vivere! Rispettate i vostri figli, non mettetevi nell'atteggiamento di essere “quelli che sanno”, “i grandi che hanno vissuto e hanno capito la vita”! Mettetevi in gioco! Discutete con i vostri figli, sì, ma lasciatevi trasportare dalle conseguenze del discorso, seguite la logica che espone vostro figlio, non fate valere le vostre ragioni per partito preso, perché “è così e basta”! E abbiate pazienza! Anche se vi costerà un poco, avrete in futuro un figlio che vi creerà meno problemi! Se avrete pazienza davvero, allora potrete poi essere rigidi quando sarà necessario esserlo, quando sarà davvero il momento di dire: “è così e basta!”. E il vostro bambino vi ascolterà, -perché se i miei genitori sono stati pazienti fino ad adesso-, penserà lui, -e adesso mi dicono che questa cosa qui non si può fare, allora ci sarà davvero un motivo per cui questa cosa qui non si può fare!-.

martedì 20 maggio 2008

UNO SPAZIO INFINITO E UNA GEOMETRIA NON EUCLIDEA IN PRESENZA DI GRANDI MASSE. (CHE VOR DI' ?)

E' vero che due rette parallele non si incontrano mai? Secondo la geometria di Euclide, che ci hanno fatto studiare a scuola, è vero! Ma la geometria dell'universo nel quale viviamo segue la geometria di Euclide? Le conferme che ha ricevuto la teoria della relatività generale di Einstein dicono che la risposta è no, ossia la geometria dell'universo nel quale viviamo non segue la geometria di Euclide, ossia lo Spazio non è Euclideo! Tanto più si è vicini a una grande massa, come il sole o come la terra e tanto più la geometria si discosta da quella Euclidea o, per usare altre parole, “lo spazio si incurva”! Per capire che cosa voglia dire che “lo spazio si incurva” si fa l'esempio di esseri che vivono sulla superficie di una sfera, come la terra, per esempio. Non avendo modo di fare altre misure, a questi esseri sembrerebbe di vivere sopra un infinito piano, essendo la curvatura del pianeta molto bassa, ovvero il raggio del pianeta molto grande! Ma ci si accorge di vivere sopra una superficie curva se ci si allontana dal pianeta verso l'alto fino a vederlo dall'alto come una sfera! La difficoltà nell'immaginare uno spazio tridimensionale curvo è che noi non abbiamo alcun modo di allontanarci in una quarta dimensione per osservare le tre dimensioni, per così dire, dall'alto, perché noi viviamo in un universo a tre sole dimensioni spaziali e la cosa è per noi inimmaginabile! I matematici però sono più facilitati a concepire un universo così fatto, cioè curvo, perché per i matematici le tre dimensioni si riducono semplicemente a numeri e a simboli matematici. Nel linguaggio matematico, inserire una dimensione in più non cambia poi molto le cose! Resta però la difficoltà di visualizzare mentalmente un universo siffatto! Come la superficie di una sfera è uno spazio a due dimensioni curvo immerso in uno spazio tridimensionale, così si può concepire, perlomeno con numeri e simboli matematici, uno spazio a tre dimensioni curvo immerso in uno spazio a quattro dimensioni! Rimanendo solamente sulla superficie di una sfera, le rette corrispondono ai “cerchi massimi”: per esempio il cerchio dell'equatore è un cerchio massimo e quindi è una retta nello spazio a due dimensioni così concepito. Ecco che così le rette si incontrano: pensate a tutti i meridiani, che sono tutti cerchi massimi e che si incontrano al polo nord e al polo sud! La superficie di una sfera è uno spazio finito però illimitato, infatti si può percorrere girando anche più volte intorno senza incontrare limiti. L'universo non si sa se è finito o infinito. Se fosse finito sarebbe, verosimilmente, anch'esso finito ma illimitato, cioè si potrebbe continuare a percorrere senza incontrare limiti e al limite ritornando allo stesso punto. Ciò è difficile da immaginare, ma si può fare, con uno sforzo di fantasia. Per i matematici è solo una cosa matematica che ha la sua realtà matematica rigorosa e quindi è più che immaginabile! Io tuttavia penso che lo spazio dell'universo sia infinito! Quindi non solo senza limiti ma anche infinito in ogni direzione! Nessun matematico potrebbe dirmi il contrario perché non lo sanno neanche loro! Uno spazio infinito e una geometria non euclidea in presenza di grandi masse! Questo è ciò che io penso! Non so se sia importante, ma lo penso e quindi lo sostengo!

domenica 18 maggio 2008

DICE IL SIGNORE:

Dice il Signore:

ORA ASCOLTATEMI TUTTI!
TUTTI!
SONO GIUNTI I TEMPI DELLA VOSTRA PURIFICAZIONE E NIENTE SARA' PIU' COME PRIMA!
COLORO CHE MI HANNO SEMPRE RESPINTO SARANNO NEL DOLORE E NELLE TENEBRE PIU' NERE E QUESTO SARA' PER LA LORO PURIFICAZIONE!
COLORO CHE NON MI HANNO SEMPRE RESPINTO, MA NEMMENO MI HANNO SEMPRE ASCOLTATO FARANNO UN PASSO INDIETRO PER FARE POSTO A COLORO, POVERI E UMILI CHE INVECE NON MI HANNO MAI NEGATO NULLA!
ESSI IN VERITA' RISPLENDERANNO COME GLI ASTRI DEL CIELO!
IN VERITA' QUEST'ORA E' GIA' VENUTA!
AMEN!

Dice il Signore:

Dice il Signore:

MI RIVOLGO ORA A VOI, GAUDENTI!
NON AVETE VOLUTO PIANGERE CON ME, QUANDO ELEMOSINAVO IL VOSTRO AMORE E LA VOSTRA ATTENZIONE!
ECCO, CHE ORA SI ROVESCIA LA SITUAZIONE!
VOI PIANGERETE, MA IO NON VI ASCOLTERO'!

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