“La guerra è una cosa seria” come cantava Edoardo Bennato: “buffoni e burattini non la faranno mai!”. E infatti se sei un buffone nessuno ti chiamerà per combattere una guerra. E se hai timore di sbagliare nel lanciare un razzo o una bomba sei un buffone, perché la guerra è guerra: è appunto una cosa seria! Piuttosto muoiano i civili, i bambini, i funzionari dell'Onu, i pacifisti che non c'entrano nulla e che hanno sempre desiderato la pace, ma tu non puoi permetterti di essere un buffone perché la guerra va combattuta fino in fondo, costi quel che costi e se ti fai degli scrupoli sei solo un buffone e non sei degno di combattere una guerra. Perché la guerra è una cosa seria e guerra significa morte, distruzione, lutto, pianto, fame, malattia, carestia, esodo in massa, disperazione. Questa è la guerra e se non lo hai capito sei solo un buffone. Poco importa se tutte queste cose toccheranno anche al tuo popolo! Siamo seri! O siamo dei burattini? Perché facendo la guerra significa che si decide noi, invece chi non fa la guerra non decide niente, lascia che altri decidano per lui se fare la guerra o no e quindi è un burattino! Questa è la mentalità malata di chi promuove la guerra! E tutte le guerre hanno lo stesso vizio di forma: non si curano degli innocenti! Perché non mi si venga a dire che chi è disposto ad uccidere a cuor leggero dei militari è una persona che si fa degli scrupoli nell'uccidere anche i civili! Invece è un burattino chi lascia che a decidere sia la logica della guerra, dell'orgoglio nazionale, della rivalsa, dell'odio, dell'interesse personale o nazionale. E' un burattino mosso dall'interesse, dall'orgoglio e dall'odio! E dalla cecità, perché non vede che L'UNICA cosa di cui veramente c'è bisogno è la pace E LA GUERRA ATTIRA SOLO LA GUERRA E L'ODIO ATTIRA ALTRO ODIO! E' un buffone perché non lascia che viva in lui ciò che è autentico: i buoni sentimenti, il buon senso, il senso critico e il senso del rispetto per tutto ciò che è vivo e che nessuno, credente o non credente, potrebbe replicare nella sua grandezza immensa, la grandezza immensa di tutto ciò che è vivo, che respira e di tutto ciò che è stato costruito dall'uomo! E' un buffone perché ha bisogno di vivere indossando continuamente una maschera, perché ha bisogno di compiacere sempre i suoi simili, ha bisogno sempre della loro approvazione e del loro compiacimento anche quando si tratta di cose stolide come l'orgoglio nazionale e della assurda logica della guerra!
venerdì 16 gennaio 2009
martedì 13 gennaio 2009
UN'UNICA TERRA
UN’UNICA TERRA (2005).
Una luce investe il globo
DARE DIGNITA' AI POVERI
Prima dei soldi, prima di un lavoro, prima di assistenza di qualunque tipo: dare dignità ai poveri. Che il povero non senta più di essere un peso, un rifiuto, una piaga, un essere da evitare. Ognuno ha la sua dignità, deve avere la sua dignità, qualunque sia la sua condizione, la sua storia, le sue difficoltà, il suo essere nella società. Il povero deve essere riconosciuto da tutti. Da tutte le istituzioni. Questo è importante prima di creare qualsiasi forma di sussidio e di assistenza per i poveri. Perché succede che si creano le vie formali perché il povero abbia aiuto, ma poi il povero non le segue proprio perché non si sente rispettato nella sua dignità. Si sente un peso, non si sente capito nella sua reale condizione di povero. Si sente posto di fronte a un sottile ricatto psicologico che suona più o meno così: se tu sei povero, le condizioni per la tua povertà le hai create te, quindi adesso cerchi di integrarti nella società e fai le cose che vogliamo noi, come vogliamo noi, se vuoi essere aiutato!
Può essere vero, in tutto o in parte, che un povero debba seguire precisamente o meno precisamente delle indicazioni per il suo proprio bene o per quello della collettività, ma in primo luogo il povero deve sentirsi rispettato totalmente nella sua dignità, altrimenti non si potrà insegnargli niente e, cosa altrettanto deleteria, egli non potrà insegnare niente alla collettività.
L'ago indicatore del benessere e della civiltà deve passare dal problema economico e occupazionale al problema della dignità e del rispetto reciproco. Siamo giunti al punto che l'inseguire, da parte della società, un indicatore di direzione esclusivamente economico ci ha portato completamente fuori rotta. Ci si precipita a rotta di collo verso questo indicatore e ci si distrugge in mille modi. Dal bollettino di guerra dei morti sul lavoro, sintomo di accelerata produttività, ai disagi psichici più nascosti, ma certo non per questo meno deleteri, di chi deve assolutamente adeguarsi a ritmi produttivi che non riesce a sostenere. E questi ritmi sono destinati ad aumentare per tutti e chi oggi ce la fa domani potrebbe essere stritolato nell'ingranaggio.
Fino al problema ambientale, per cui lasciamo che note fabbriche buttino fuori i loro veleni inquinando tutto l'ambiente e nessuno riesce più a fermarle, in nome di una stupida crescita economica che sta distruggendo ogni cosa.
La crisi economica mondiale attualmente in corso ha dimostrato che il capitalismo non può essere un buon regolatore del vivere in società e come minimo bisogna approfittare di questa nuova presa di coscienza per spostare appunto il nostro indicatore di direzione dal problema economico e occupazionale al problema della dignità e del rispetto reciproco tra tutti gli esseri.
domenica 11 gennaio 2009
MESSAGGIO PER UN'ANIMA ALL'INFERNO
Tu sei il centro del tuo mondo. Non c'è amore. L'amore di sé non è amore. Ma se non ami Dio non avrai nulla da Lui. Perché Dio solo è creatore e tu sei nulla. Se non ti affidi a Lui non avrai niente per te. Niente. Amare per vivere. Amare per essere amati.
Così ti sei staccata da Dio, come Satana. Satana crede di essere sufficiente a se stesso. Satana pretende di essere pari a Dio. Di essere autosufficiente: di “essere”, ma solo Dio può dire: Io Sono. Bisogna umiliarsi e riconoscere il proprio nulla. Tu ti inorgoglisci e non accetti la resa e la sconfitta. Tu non sei capace di chinare la testa. Tu pretendi di essere “vincente” di per te stessa e invece sei perdente e non sei capace di riconoscerlo con verità, con sincerità, con umiltà, con amore. Non ti affidi con amore al tuo Padre Celeste che è Dio e non avrai mai amore. Mai.
sabato 10 gennaio 2009
GUERRA E PACE
Se è vero, come è stato calcolato, che nella storia mondiale ci sono stati più anni di guerra che anni di pace, è altrettanto vero che in ogni periodo i conflitti si estendono solo su una piccola parte del globo, considerata rispetto alla superficie totale. Dobbiamo essere grati a Dio di avere tenuta lontana la guerra per tanti anni dal nostro paese e dalla nostra Europa e di vivere in pace, anche se evidentemente la pace non è assolutamente solo assenza della guerra. La Creazione infatti è nata dalla Pace, nella Pace e vive in Pace. O come anche si dice: “Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce”. I popoli aspirano alla pace, le nazioni aspirano, desiderano, anelano alla pace. Tutti i popoli in pace devono fare vedere, devono dimostrare la pace ai popoli in guerra. Devono mostrare e promuovere la pace solo con la loro condotta. Una condotta che richiama la pace finanche nelle intenzioni più profonde: assenza di avidità nei cittadini, onestà sincera e profonda, desiderio più radicale possibile di non fare ricorso alle armi. una politica di rispetto totale e di tolleranza da parte dei governanti dei popoli in pace nei confronti degli altri popoli. Solo così cadrà, nella mente dei cittadini degli altri popoli, la pazzia della guerra e del terrorismo. I popoli non si conquistano infatti con la forza delle armi, con gli eserciti. I popoli si conquistano con l'amore e il rispetto totale verso di loro. Si conquistano con una superiorità morale e spirituale e culturale. Invece, come è vero che siamo tutti le membra di uno stesso corpo mistico universale, così è vero che la nostra pace solo esteriore, fatta solo di assenza di conflitto armato, altro non è che uno specchio di tutto il disagio dei cittadini del mondo e delle rivalità che ci sono tra di loro. Una rivalità che qui è solo verbale, o che è solo latente nell'intimo dell'animo, in altre zone del mondo invece esplode con la violenza delle armi.
lunedì 29 dicembre 2008
GLI OPPRESSI: FUTURI OPPRESSORI
L'uomo può trovarsi davanti alla gioia o al dolore, davanti al successo o all'insuccesso. Ossia davanti a due situazioni diametralmente opposte ed entrambe immeritate. Perché se è vero che nessuno di noi, per quanto si dia da fare, può essere in grado di creare quelle condizioni che portano alla gioia, senza una buona dose di fortuna, senza le circostanze favorevoli o senza l'aiuto e il beneplacito di Dio, che dir si voglia, è altrettanto vero che nessuno di noi ha chiesto di nascere e per ciò stesso il dolore e l'insuccesso ci appaiono altrettanto immeritati. Esiste poi, però e per fortuna, la fiducia, che rende le condizioni avverse sopportabili se non addirittura piacevoli. Basti pensare a quegli appassionati dell'avventura, come Raynold Messner e Ambrogio Fogar, per citare i due più famosi, i quali si pongono apposta in condizioni sfavorevoli, come il ghiaccio, l'avventura in mare, eccetera, per potere avere qualcosa da affrontare e da superare. Senza di questo per loro la vita è priva di attrattiva. E dunque la fiducia diventa indispensabile per potere affrontare la vita, essendo noi tanti Raynold Messner e Ambrogio Fogar che devono affrontare quotidianamente tanti disagi senza bisogno di andarseli a cercare. La fiducia in Dio, ovviamente, che dà un senso alla vita e che rende la vita degna di essere vissuta, anche avventurosa in questo senso. Già si sa che nel mondo regna l'ingiustizia e l'egoismo, i quali creano le condizioni per cui c'è gente che vive in maniera agiata e c'è gente che non riesce neanche a sopravvivere. Purtroppo questa è la realtà. Quello che non si sa o non si vuole sapere o si finge di non sapere è che anche il Padre Eterno vuole che noi portiamo il nostro peso di povertà. Intendiamoci, il peso che vuole affidarci il Padre Eterno è sempre misurato e minore del peso che vogliono affidarci gli uomini egoisti che non sanno e che non conoscono nulla: “Il mio giogo è soave e il mio carico è leggero” dice Gesù Cristo nel Vangelo incoraggiandoci a portare con Lui la nostra parte di sofferenza. Si vorrebbe liberarsi dalla povertà così, con un colpo di spugna, senza accettarla neanche in minima parte. E' così che gli oppressi diventano oppressori (i regimi comunisti insegnano!). E' così che si cerca un benessere esclusivamente materiale, economico, il più trito, senza pensare minimamente che forse una vita più povera economicamente e più ricca di buone relazioni con l'ambiente e con gli uomini attorno ci risulterebbe infinitamente più gradita. E' così che ho sentito un uomo in TV che attribuiva tutto il suo successo e benessere al fatto di continuare a lavorare nella azienda ILVA di Taranto, la quale è gravemente accusata di essere responsabile di forte inquinamento dell'ambiente circostante, accusata di avere provocato tumori nei cittadini che respirano quell'aria. Il benessere di coloro che vivono in povertà non dipenderà dal diventare improvvisamente ricchi secondo il concetto di ricchezza del nostro mondo. Perché la ricchezza di questo mondo produce ingiustizia, produce indifferenza, produce inquinamento e tutto sommato produce una vita povera, se la ricchezza è solamente un conto in banca ma è staccata da quel vivere in armonia con la gente e con la natura! Se Dio permette che ci sia la povertà evidentemente è perché l'uomo tragga insegnamento dalla sua propria povertà, perché impari a cercare il Suo aiuto divino! Certo non per lamentarsi di tutto, per bestemmiare la povertà, per insorgere violentemente contro gli oppressori e per prendere il loro posto diventando oppressori a propria volta!
domenica 28 dicembre 2008
IL RITORNO DI DIO E DELLA PACE NEL MONDO
Gli occidentali hanno lasciato la loro tradizione religiosa cristiana così come gli ebrei e gli arabi che combattono in palestina hanno lasciato la loro tradizione religiosa, altrimenti avrebbero già fatto la pace! Dio è amore e pace e dove c'è pace c'è Dio e dove non c'è pace non ci può essere Dio!
Senza un ritorno a Dio di tutta l'umanità non ci può essere la pace nel mondo, una pace planetaria che coinvolga ogni essere vivente!
Ecco come tornerà la pace nel mondo: tornerà con il ritorno dei popoli a Dio!
Tutti i popoli devono ritornare a Dio!
Il ritorno a Dio dei popoli di Israele e di Palestina segnerà l'inizio del ritorno a Dio di tutti i popoli della terra e il ritorno della pace nel mondo, in ogni parte del mondo!
E' giusto che il ritorno della pace nel mondo abbia inizio in quella terra tanto martoriata che si chiama Palestina e in cui il Signore Gesù nacque come un bambino qualunque, visse, predicò, evangelizzò, compì miracoli, fondò la Sua Chiesa e la sostenne con lo Spirito Santo, morì dando tutto il Suo sangue, risorse gloriosamente e ascese al cielo!
PREGHIERA PER LA PACE
Perché questo spargimento di sangue nella terra che fu di Gesù?
Da parte di due popoli di tradizione religiosa come gli ebrei e gli arabi?
Cosa c'entra Dio, cosa c'entra l'amore con tutto questo?
Non c'è perdono dunque nel cuore di Dio, c'è solo vendetta?
Non c'è amore e tolleranza per il popolo diverso, c'è solo antipatia ed odio?
Nessuno dei due popoli vuole essere un testimone vero del martirio vero, quello che si lascia martirizzare senza dare martirio agli altri?
Il martirio che ha predicato Gesù con le parole e con la vita?
Il martirio che dona la propria vita terrena e conquista la vita del cielo e conquista il rispetto degli altri popoli e conquista la pace per sé, per il proprio popolo e per l'altro popolo e per i propri figli e per i figli dell'altro popolo fino alla millesima generazione?
Sono sessanta anni che vi combattete e che cosa avete ottenuto?
Solo la guerra, il terrore e la morte per i vostri figli e per i popoli stranieri che vi guardano attoniti!
Non c'è nessuno tra di voi che vuole regalare ai propri figli un futuro di pace e di speranza?
Di concordia e di aiuto reciproco?
Di rispetto e tolleranza, di comprensione e perdono per i vostri sbagli reciproci?
Perché non rispettate i negoziati di pace?
Perché non avete rispetto dei migliori di voi che desiderano la pace e che si battono per la pace e che muoiono per la pace?
Ci sono anche persone straniere che desiderano la pace e che si espongono e rischiano la propria vita perché voi scendiate ad accordi di pace!
Fino a quando rifiuterete questo anelito alla pace che si alza da tutto il mondo?
Perché non volete regalare al mondo intero un esempio vivo di pace, di come si fa la pace, di come si vive in pace tra due popoli che si sono a lungo osteggiati?
venerdì 26 dicembre 2008
L'ITALIA
L'Italia è un paese con 20 Regioni. Queste 20 Regioni sono come 20 pacchi dentro i quali non c'è nulla. Sembra che ci sia qualche cosa, sembra che ci siano dei soldi, 50, 100, 10.000, 20.000, 500.000 euro, però non c'è nulla, queste cifre sono solo scritte sul coperchio interno dei pacchi, però all'interno non c'è nulla. Quando tu scegli una Regione devi sperare che sul coperchio interno della scatola ci sia scritta una cifra piccola in denaro, così sai che quella cifra piccola in denaro andrà a qualcun altro, non a te. Se elimini tutte le cifre piccole in denaro, allora ti rimarranno le cifre grosse. Praticamente è come se dovessi fare vedere che quello che in realtà ti interessa non ti interessa e quello che in realtà non ti interessa ti interessa. Questo è il gioco dell'Italia e delle sue Regioni. E ci sono scelte importanti da prendere. E allora tutti con lo sguardo dipinto di chi sta prendendo una decisione importante, mentre in realtà si sa che il fatto che ci sia una cifra grande o piccola non dipende da te, ma tutto dipende dal caso! Dipende tutto dal caso! E allora ci sono quelli che vanno a casa con niente, una ciabatta, una scarpa, una carota, una presa in giro insomma, ci sono quelli che vanno a casa con 10 euro, 100 euro e ci sono quelli, i fortunati, che vanno a casa con 100.000 o 500.000 euro! Ma non dipende da te, dipende dal caso! Però ho sentito che un modo per andare a casa con un bel premio c'è! Ti devi mettere d'accordo prima con il conduttore del gioco! Però devi fare finta di non esserti mai messo d'accordo con lui! E' una specie di complicità sottointesa, fatta di parole dette e non dette! E' così che si fanno gli affari nel nostro paese! E' così che i più furbi, quelli che hanno capito come funziona il gioco del nostro paese, si portano a casa un bel premio, ma mica tutti però, eh no! E se no che figura ci facciamo, se tutti si portano a casa un bel premio? Eh no, non va bene, bisogna fare vedere che la vita è buona e cattiva, che nella vita c'è posto per la fortuna e per la sfortuna o per la sagacia (perché ci va sagacia per questo gioco!!????) e per la non sportività di chi non osa rischiare. E così ci sono anche quelli, poveretti, che tornano a casa con una scarpa di Pupo, con 10 euro, con un affitto scaduto da pagare, con una lettera di licenziamento, con un avviso di garanzia, con una social card!
domenica 14 dicembre 2008
L'AMORE, QUESTO SCONOSCIUTO
Forse è proprio il tempo di parlarne, perché se non si coglie questa occasione per riportare alla coscienza degli uomini questo grande assente, quale altra occasione si aspetta? Vale la pena di ricordare, così, per inciso, che Dio ha creato il mondo con l'Amore e per l'Amore. Dio non ha creato il mondo con i soldi, infatti non aveva nessun capitale iniziale. Così, detto per inciso!
Qualcuno che conosceva quei quattro ragazzi di Rimini che hanno dato fuoco a un barbone si è meravigliato, perché li conosceva come delle persone serie e serene!
Persone serie che avevano un lavoro! Persone serie, niente da dire, persone serene, però peccato che nessuno ha insegnato loro ad amare! Nella cultura in cui viviamo, sempre più l'emarginato viene visto come una sfida al quieto vivere e al benessere collettivo, viene visto come un pericolo! Ma peccato che non viene visto come una persona con gli stessi diritti delle altre persone, una persona a cui portare rispetto!
- Portare rispetto a quel barbone? E perché mai? - si saranno detti tra sé e sé quei ragazzi, nell'intimo della loro coscienza. Il diritto, in una società dalla violenza strisciante come la nostra, lo si costruisce, non lo si ottiene gratuitamente dal prossimo e nemmeno solo perché esiste una Carta della Costituzione o una Carta dell'Onu sui diritti umani! E se tu sei incapace di costruirti i tuoi diritti, perché sei un barbone, perché non lavori, perché sei diverso dagli altri, perché vuoi vivere della nostra elemosina, perché sei una piaga aperta alla vista di tutti nel nostro bel paesaggio da cartolina (Rimini appunto), allora c'è sempre qualcuno che si sente in diritto di importunarti, di esasperarti, di vessarti, di annullarti moralmente e fisicamente! Pare che quei quattro ragazzi, con tutte le carte in regola per vivere bene nella nostra società, ma senza Amore!, non volessero proprio dare fuoco al senza fissa dimora, ma volessero (solo!) costruirgli un cerchio di fuoco intorno! Peccato però che nelle intercettazioni delle telefonate tra di loro non trapelasse nessun rammarico per la sorte del povero tapino, ma anzi esaltazione per la propria impresa!
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