Con la teoria della relatività generale Einstein ha dato delle formule più esatte per la descrizione dei fenomeni naturali. La legge di gravitazione di Newton assolve bene al compito di descrivere la realtà, ci si potrebbe anche accontentare, ma le equazioni della relatività generale sono ulteriormente più precise. Più gli effetti gravitazionali sono deboli e più la legge di Newton è una buona approssimazione. Così come per velocità molto inferiori alla velocità della luce gli effetti “relativistici” si sentono poco. Del resto lo stesso Einstein era convinto che la sua stessa teoria in futuro sarebbe stata soppiantata da una teoria ulteriormente più precisa. Disse: “Sottile è il Signore, ma non malizioso”, intendendo dire con ciò che se la natura ci nasconde qualcosa è perché essa è essenzialmente sublime. Questa frase di Einstein fa il paio con l'altra sua frase altrettanto famosa: “Dio non gioca a dadi con il mondo”! Sottintendendo dire con ciò che non credeva nell'interpretazione esclusivamente probabilistica della “teoria dei quanti”! C'era una scuola di pensiero che si voleva accontentare di una fisica, della fisica dei quanti più precisamente, esclusivamente probabilistica, come se la ricerca di un risultato esatto, e non solo di un risultato “probabile”, non fosse necessaria, fosse anzi fuori luogo addirittura! Con la teoria di Einstein non è più necessario descrivere la fisica ricorrendo ai “sistemi inerziali” e alle più semplici leggi di Newton, però l'utilizzo della matematica della relatività generale è molto complicata e agli effetti pratici, in mancanza di meglio, si può ragionare come se esistessero i sistemi inerziali e come se fossero valide al 100% le leggi di Newton! Questo quando si è sicuri che usando queste ultime, agli effetti pratici non si hanno differenze sensibili! E quindi si può ragionare, lo si fa quasi sempre, come se lo spazio fosse euclideo e non “curvo”!
martedì 10 novembre 2009
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